Mentre la prima parte della norma (EN 13758-1) definisce le modalità con cui il tessuto viene testato in laboratorio, la seconda parte (EN 13758-2) è quella che riguarda direttamente il prodotto finito e la sua classificazione come Dispositivo di Protezione Individuale.
La conformità alla norma assicura che il capo d'abbigliamento non si limiti a schermare parzialmente i raggi solari, ma rispetti parametri chimico-fisici rigorosi, offrendo una protezione costante contro lo spettro ultravioletto.
Uno degli aspetti più importanti introdotti dalla norma è il concetto di UPF, ovvero l’Ultraviolet Protection Factor. Questo valore indica quanto efficacemente un tessuto è in grado di schermare i raggi UV, rappresentando quindi un indicatore diretto della sua capacità protettiva. Più il valore è alto, minore è la quantità di radiazioni che riesce a raggiungere la pelle. Per ottenere la certificazione EN 13758-2, un indumento deve garantire un valore di UPF superiore a 40 e una penetrazione di raggi UVA inferiore al 5%.
Perché proprio 40? Perché è la soglia che assicura una protezione eccellente, bloccando oltre il 98% delle radiazioni nocive. Un aspetto fondamentale è che, per essere conforme alla norma, il capo deve mantenere queste caratteristiche anche dopo l’uso e i lavaggi, assicurando quindi una protezione duratura nel tempo.
Requisiti di design e marcatura
Un aspetto spesso ignorato è che la protezione UV non dipende solo dal tessuto, ma anche dal modello del capo. La norma EN 13758-2 impone requisiti di copertura precisi: un indumento non può essere certificato se non copre adeguatamente le zone più esposte, come spalle e busto per le maglie o la parte superiore della gamba per i pantaloni.
Il lavoratore deve poter identificare immediatamente la protezione. Il pittogramma ufficiale è un sole giallo con i raggi, accompagnato obbligatoriamente dal numero della norma e dal valore UPF 40+. Questa è l'unica garanzia che il DPI che state acquistando rispetti i criteri di sicurezza europei.
Il ruolo della normativa sulla sicurezza sul lavoro
In Italia, la gestione del rischio legato all’esposizione ai raggi solari rientra nel quadro più ampio della sicurezza sul lavoro. Il Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce infatti che il datore di lavoro è tenuto a valutare tutti i rischi presenti, inclusi quelli derivanti da agenti fisici come la radiazione UV. Questo obbligo si traduce nella necessità di analizzare le condizioni operative, individuare i livelli di esposizione e adottare misure di prevenzione adeguate.
In questo contesto, l’abbigliamento protettivo conforme alla EN 13758-2 può rientrare tra i DPI da mettere a disposizione dei lavoratori. Non si tratta quindi solo di una scelta tecnica, ma di un vero e proprio adempimento normativo che contribuisce a garantire la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
L’esperienza di Obiettivo Sicurezza: guida alla scelta di abbigliamento da lavoro certificato
La scelta dell’abbigliamento da lavoro estivo non può limitarsi a comfort e traspirabilità. La protezione dai raggi UV rappresenta un elemento sempre più centrale nella prevenzione dei rischi professionali.
Indossare capi conformi alla EN 13758-2 significa adottare un approccio più completo alla sicurezza, capace di rispondere non solo alle esigenze operative, ma anche alla tutela della salute nel lungo periodo.
Scegliere l’abbigliamento tecnico giusto non è quindi un semplice acquisto, ma un investimento sulla propria salute e sulla qualità del proprio lavoro. Entrare da Obiettivo Sicurezza significa trovare un team pronto ad ascoltare le tue esigenze e a guidarti passo dopo passo verso la soluzione più adatta a te, con la garanzia di capi che uniscono il massimo comfort alle più rigorose certificazioni europee.
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